si piange

di fernirosso

 

si piange molto
tra capi di stato e di governo
tra ministri e segretari ma
si fa molto poco
per non far piangere
chi si destina a patire
quattro risate una butade
e tutto ritorna come prima
per chi la mattina dopo e quella che seguirà
per troppo tempo è il solito passarsi le carte
di mano in mano sempre citando
lo stesso provvedimento
che il povero è povero e non va calcolato
chi si perde per strada chi parte e diventa emigrato
vedere piangere quei mezzibusti da vetrina tv
non è la stessa cosa che piangere per un amico
o per se stessi perché la fame ha lo stesso colore
in ogni angolo della terra e la morte arriva
inaspettata per chi sta anche sulla cima più alta
inutile fare i conti con tonnellate di denaro
se si è i più miserabili cacciatori di prede
non certo uccelli che la natura così li ha dotati
ma falsari di un modo di vendere l’idea che la vita
non è nostra  la vita è un conto in banca
è una casa di lusso una donna
ingioiellata come una statua di madonna e prostitua prona
i miti i divi le star del cinema
ha tutto lo stesso odore di fruscianti
ormai diventati così inconsistenti da passare
sotto il banco in un banco di debito bancomat
dove un meccanismo ti scrive grazie se glieli scuci dalla bocca
e ovunque si può marcire sopra i fiori marciare contro altri paesi
lasciare una donna per sfruttarne altre cento
e intanto farsi sempre più poveri
perdere le ali e tirarsi sopra gli altri  avanti
senza vedere amici nei dintorni  tutto si confronta
a suon di giovinezza mentre il corpo invecchia
e non ne può più  non ne può più  per un povero dio
di così tanta stoltezza

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