venni qui

di fernirosso

 

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venni
da luoghi senza corruzione
venni qui solo
per conoscere la morte
e non avevo memoria
di averla mai vista
di averla mai incontrata
anche se mi avvisarono
che sarebbe stata da subito mia
venni qui solo
così almeno credevo
venni per vedere
che occhi aveva e se li aveva
se potevo perdermi
nella neve dei suoi infiniti millenni
e non avevo che un coltello
per tagliarmi il pane
non avevo che un mazzetto di sogni
per profumare la mia solitudine
sentivo in me ogni tanto
un rumore vago crescermi nel sangue
ma le mie parole facevano più rumore
e la mia voglia di vivere  smisurava
le dimensioni del mio essere che disimparavo
mi sentivo giovane e niente mi raccontava
l’antichità delle mie ossa
mentre l’incontro si faceva più vicino
dentro di me non c’era posto per lei
se non per uno scritto dettatomi in sogno
avevo un rifugio io dentro la nebbia dei miei versi
nel canto del lupo che chiama la sua stirpe
credevo di avere dita lunghissime
e in ogni parola toccavo persino le stelle e i pianeti
erano la porta dietro cui trovare casa ogni volta
una casa diversa oltre le alghe dei giorni
dentro il ritmo delle onde nelle garze delle ore
e le grazie delle bugie con cui ancora mi  vesto
un angelo per sentirmi più lieve per perdermi
una eco dentro milioni di altre
ecco in questo preciso momento
istantanea arriva lei e
non vedo che occhi abbia
lei me li strappa
e non vedo che volto sia il suo viso
lei oscura il mio e insieme siamo
una sola ombra che non ha più peso
non ha più esercizio

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