è sempre tutto un’altra storia

di fernirosso

.

e si deve continuare
ancorati a questo spazio vuoto
si deve vivere senza questo o quell’altro e persino
senza se stessi    e duro o feroce che sia
l’esito è un effetto sempre cruento
qualcosa che apre ciò che mai si sana
un’affezione di cui ti ammali fin dalla prima volta
quando vissuta l’esperienza sai con chiarezza
lo sai per sempre che non avrai più orme
non avrai tracce su cui camminare in salvo
vedi solo un ramo secco
e su quello tu sei un nome
solo
che per un tratto
resta lì fino a quando il vento lo accartoccia
deformando il suo impianto rovesciando il suo volto
strappandogli le linfe del nome
le profonde segnature sotto la vetrina del corpo ormai altro
ormai lontano da tutto e tutti
eppure fermo in un nuovo inganno
perché niente è quanto si sente o si vede
la brina sulla trave del portico la mattina
brilla una luce serpentina e qualcosa sembra raggiungerti
una luce più calda un odore di latte e di pane
l’aroma di spezie di una casa vissuta
la cera il fuoco in una fiamma lenta
è un occhio che ti guarda
e persino questa può non sembrarti più
l’ultima avversità che ti premeva addosso
il peso insopportabile
la certezza di una fine quasi desiderata
nascerà ancora qualcosa
nascerà così adesso e di nuovo ti avvolgerà
del suo sguardo
qualcosa ancora
e senza nome sarà ancora un’altra storia

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