transitante

di fernirosso

franco sarnari

franco-sarnari-11

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un suono basso
ogni notte nitido
dentro l’orecchio
mi schiaccia e comprime
dentro un’ attesa insonne
e arde un fuoco nel mio occhio
chiuso nel buio di me stessa
come tra forme intuite
in storie che non hanno collocazione e tempo
mi  girano intorno mi assediano in un celeste androne
spartito tra oscuro e lampo
un grave andare alla cieca cercando
lo zenit   in sé    nell’asta che s’incurva
e striscia le ere in un midollo che è terra e arde
tra ombre lunghissime cresciute dal piede alla fronte
lunga    una stagione di paure e desideri che oscillano
e nel movimento all’asse mi confondono
e se non per grazia salvi mi uccidono
attimo per attimo tra parole doppie
che mi doppiano o moltiplicano in falsi vaticini
di me stessa e non ho ampiezza che basti nello sguardo
sola    nell’oscuro ferma    dismessi tutti i fregi e gli inganni
rovinando la voce premendo al massimo dentro
più dentro ancora   fino a quell’ultimo seme senza giudizio
là dove ogni storia si oscura e la memoria è vuoto
un diffuso chiarore
un simulacro appena un disegno di getto insolitamente
netto disegna in lunghi pellegrinaggi tra il palmo e il piede
una elegia di neve un bianco di sale tra onde itineranti
dove il futuro sta
seduto e calmo
un vento di bonaccia che aggrega luce a luce
e ciò che era passato si ripristina in tendini e nervi
che scattano la serratura di uno scrigno dove tutto
è

istantaneo

 

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