parlo di ciò che è stato

di fernirosso

silas j. durant
silas-j-durant
.
.
 .

e non di quanto ho perduto  parlo di cose
di vetri che lasciano entrare spifferi
di porte che cigolano e di piatti caldi
di sguardi che passano dagli occhi
rilanciati senza sapere dove dirigerli
di quell’aperto magazzino     un deposito
dove mi avventuro a tempo perso
cercando me stessa in luoghi pieni di vento
un cinema all’aperto  mentre mi ostino
a stare seduta a trascrivere
il messaggio che sono la contadina
che impara la madre che accoglie l’asta
di ferro per raggiungere il soffitto
mentre un male che conosco mi spiega
la fine di un conflitto e intanto
benedico benedico    benedico tutto

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