f o s s i l ì

di fernirosso

.

ancora lì
dove mi sentivo
a mio agio  casa di ogni orario
accampamento luogo e viaggio
levata dal sole oltre la soglia e le stanze
come un unico tempo
un mondo di passaggi dentro il passato
e il fuori è  nitido un dove o futuro  semplicemente
un mattino l’inverno e un pomeriggio l’estate
il tuo viso uno spazio di sole
così vicino come spine tenerissime al mio
e dentro gli occhi  di pietra chiara calda una cialda di lava
il cuore in fili di rosso invisibile incendia la memoria
appena sulla porta

e noi di nuovo noi
già così diversi
tra altri noi lontani
che non ricordiamo quello che non sapevamo
e ancora non conosciamo
una dolcezza amara e selvatica
un’erba morbida che solleva piccoli semi in aria
capricci contro di noi fatti di solitudine perché
abbiamo visto l’amore e poi lo abbiamo perduto
infelicissimi l’abbiamo scordato in tutti i frammenti
troppi   che la vita ci ha introdotto tra suoni e immagini
corrompendo il nostro ascolto e il nostro sguardo

 

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