spezzoni di parole

di fernirosso

giulio turci

giulio-turci-il-mio-armadio

 

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dialoghi     brevissimi     brividi
sentimenti confusi    liquidi tra i bordi
paesaggi e sguardi
lasciti di attimi
tizzoni di altre braci
ceneri lontane
lenzuola gelide    grigi      di nuvole   un termometro
e un tramonto   la lavagna cancellata
tu dietro la porta acqua  chiarissima
pallida  acqua senza schiuma
la mattina avida l’ombra lungo la scala
incerta cerca qualcosa  e ogni contrario lancia
dimensioni instabili in questa vecchiaia
avanzata da altre vite e ora consumata
un’accetta che taglia il legno e le radici
recuperando torbe e tane
straziando suoni e voci
una statale ingombra di luci diffuse
chiome di alberi bassi cipressi  carichi
di nebbia
tutte le mie parole
perdute

 

 

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