la luce sopra i tetti

di fernirosso

chambre de l’oeil

chambre-de-loil

.

e raso terra
s’infiltra tra le vie e i segni
disegna una città diversa
accerchia la periferia
allocando buio a dorsi di muraglie
a tran vie dissepolte tra i sonni e i sogni
di chi non è che un graffio o un graffito di storie
che non sfocia mai al mare
male dice la vita e peggio in tonaca il limite
di una casa senza accesso e   uscita
sola   l’illusione brilla   devastando  sale
questa città che fluttua
da una frontiera all’altra
credendosi salva tra incongruenti installazioni
case a misura di isolati
vaga tra i selciati
ma
apre l’alba
una nuova ferita  mostra
tra gli acquartierati eremitaggi
ciò che non vive e utopia scrive  in ogni stagna parete
e l’insonnia della gente
mentre alti merli
sulle torri inscrivono  altro potere
tingendosi di imbroglio e falso
e imponendo penitenze e patiboli
a chi dell’ora non si cura e aspetta l’oltre
di un destino che lo oltrepassa
senza curarsi di chi sia che volto abbia
quale sia stato l’attimo di cui si è nutrito
e per cui ora si supera perdendosi
come una veste  che fruscia
mentre il tuono alto sul lastrico si precipita

 

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