le facciate delle case

di fernirosso

sergio cerchi

.

le facce della gente
quante grida inutili e lamentose
che torcono la voce di queste splendide giornate
e tra i denti mordersi le labbra per non pronunciare
i nostri tetri pensieri nascondersi dietro ombre intelligenti
mascherare il  desiderio con le tante malariche febbri
e dimenticare il corpo in un’orgia di altri corpi morenti
tra le lenzuola bianche lordate dai nostri cedimenti

perché nutrire un dolore ci fa vergognare
noi dobbiamo essere forti noi non possiamo restare inermi
noi non siamo il bersaglio degli stolti
e  troncare la parola amo-
re è chi resta a  guardare sapendo che mente
chi dietro un singhiozzo vuole solo strapparti da te stesso
il cervello non può restare fermo
deve saltare oltre il diluvio di impassibili nascondimenti
oltre questo  caos di silenzio e morte
dove solo pupazzi percorrono le strade
mentre mentono a se stessi e ignorano
fino a dove e fino a quando un freddo definitivo non cadrà
anche sulle loro tempie

 

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