una piccola pozza

di fernirosso

cooper&gorfer

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la chiamano lago
ci vedi le nuvole riflesse  camminare
è una finestra il luogo
aperto sul piccolo bacino
una piccola barca a remi la misura
da una sponda fino a quella opposta
nessun segno l’attraversa
nessun pensiero la trascrive
fermi si resta in ascolto
l’uno dell’altra come se una fosse l’acqua
ed entrambi suoi linguaggi
poi di passaggio un raggio di sole ne sparisce
un quanto come (da) fosse di luce
evapora nell’aria attraversa i rami
scompare noi fermi alla finestra a guardare
senza guado per andare
là dove l’ultimo fotogramma l’ha inquadrata
in un gioco di intrecci tra chiaroscuri mobili
il vento un treno o una freccia che non si può trattenere
taglia quell’attimo
svanisce il ricordo
resta condensata la pozza d’acqua
per il tramonto fattasi scarlatta
è quasi sangue e supera la finestra
si annega dentro lo sguardo
tra fotoni e fotometrie di un fantasma
dietro la casa la luna già galleggia a mezz’aria
la trattiene un poco la siepe quasi la punge
un lattice bianco scende sull’arbusto e sul prato goccia
silenzio e quasi una distanza in polvere

 

 

 

 

 

 

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