cosa vogliono?

di fernirosso

arte aborigena

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questi assedi di parole
cosa stringono le mosche delle sillabe
questi ronzii che penetrano
la mia profonda notte
cosa c’è dentro le cose
che le parole  svestono
quale disegno o sogno quale bisogno
di sentire sicurezza se tutto è senza uscita
? la parola!
non è l’intercapedine
che  ci isola non è
casa o pietra o sigillo
nessuna protezione
le parole ci attraversano e ci disintegrano
anche quando vorresti che ti sorreggessero
non hanno corpo le parole
sono un travaso di liquidi e linfe
dove il corpo del mondo si perde
nei labirinti  di una mente o una voce
non c’è spazio  nelle parole tutto ha lo stesso
peso specifico e il giorno e la notte scorrono
immutabili senza altra veste che una luce inanellata
negli occhi delle galassie
vuoto che ospita altro vuoto
e noi incessantemente gli stessi atomi
ci perdiamo ci accordiamo di suoni e vertigini
quale è
in questo caos
il nostro nome?
esiste mio e tuo?
la luce che credevamo una  via
apre lo spazio delle ombre
ed è liquido lo svolgersi
di tutte le cose
non mie non tue
che ci stringe in un fascio
di cationi in un balzo di neutrini
e noi chiamiamo aria
che ci respira di tempo
senza nessuna vocazione

 

 

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