notte e giorno

di fernirosso

ale de la torre

.

tutti i geroglifici dell’ombra
li ho inseguiti  con la  penna
dovunque si posasse un’impronta
dovunque vedessi una forma
ma era sempre un teatro di posa
un messaggio mandato a memoria
la presenza non era mai sola
e quei segni si annodavano
interminabili senza aprire il futuro
l’unica cosa palpabile restava il passato
dove tutto si muoveva e come sabbie mobili
mostravano un volto fitto di espressioni mutevoli
segni sempre e soltanto segni
senza possibilità di tradurre le mie domande in risposta
eppure a volte sulla  carta fitta di disegni solo tu
tra gli scarti delle segnature riesci a leggere
qualcosa una sagoma addirittura una figura
e ti sembra che si muova che si avvicini a te per dirti qualcosa
a volte è un bambino che salta restando fermo
altre volte una donna o  un uomo che si avvicinano senza esserti accanto
ma l’unica cosa che speri è che alla fine
da qualche parte esca qualcosa una figura venga davanti a te
e allo scoperto come in uno specchio che si spacca sia te
rompendo finalmente il gioco
quella partita assurda giocata in tante vite
sempre confondendosi sempre sfuggendo
quel sé che ora puoi vedere e in cui puoi restare
senza spostare in avanti il tempo
senza volere ancora futuro

 

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