vorremmo schivare la morte

di fernirosso

anne ferran

 

 

mentre lei scrive tranquilla
tutti i nostri nomi dentro i suoi giorni
e disegna i nostri volti e le frasi
tutto il poco che ci scambiamo
tra  parole e dimenticanza
in questi luoghi saliti come vapori
da altri mondi
avvolti in cartocci
dove scricchiolano  altre voci
di cicoria e ligustri
odori dimenticati
una terra che patisce
come noi
tutti i nostri guasti
e l’erba dei prati
dove un tempo si seminava l’amore
ora è di spine e rovine
come vermicini cadono i bambini
ancora per poco i fiori e gli alberi
sanguineranno  profumi e colori
tutto durerà un attimo solo un attimo
e questo male sarà il  niente di un futuro prossimo
già passato nell’osso spaccato lasciato in terra
dopo una lunga caccia in questo falso paradiso
costruito nella cecità di noi stessi

 

senza più un grano
senza più un volo
i passeri di rame e
un sasso arso il sole
in trincee chiuse caduti
tra  buche di terra e  serre
senza azzurro
senza pane
la vita senza aperto
sguardo senza rami e
fogliami di luci
senza qualcosa che germogli
solo gelo e notte
un vento intristito e maligno
dilagante dentro una bocca
che mastica solo morte
senza una coda anche le stelle
non avranno comete
che insegnino il viaggio
niente nemmeno avanzi stracci
di questo luogo solo
un nudo atollo di atomi
una nebbia di istanti  il campo
riversato la nostra voce di torba e oscurità
tutto uno scivolo
dove l’assenza corre

 

 

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