alla fine del viaggio non ho trovato la california

di fernirosso

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a notte fonda ripensando  al lungo viaggio
tra la costa e le montagne questo oggi
senza  una lingua che racconti quella mappa
tra i nostri fallimenti le  sorrow songs
alla radio di un motorhome che fila solo
storie di un altro pianeta
mentre  il vento a raffiche
srotola la strada e
grandi sfere di sterpi secche
gridano il rosso di quel deserto in mezzo al tramonto
come una lama che lo colpisce e dalla povertà fiorisce
più puro un sibili asciutto secco un vetro di sabbie
e riesci a leggere cosa sta oltre quei muri oltre quelle colline
come rotondi ventri gonfi
oltre quelle pale che filano il vento e le nuvole
i grigi e l’argento delle rocce
come se dovunque ci fosse una sola traduzione
dove la verità di chi in povertà soggiorna e vive per un attimo si mostra
e scrive con parole prese dal vuoto da tutti gli errori e l’ orrore
di questo presente dolore
che tutto tocca  e spericola in questa terra che brucia
dovunque   il male si fa tondo un vocabolo che impregna la bocca
e tu finalmente vivo  impari in quella stoppa secca ciò che conta oltre la parola
mentre la tua bocca  brucia per una lingua che pesa
tutto l’orrore che tracima tra la costa e il bordo di ogni rumore.

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da– lettere e scritture alla mia solitudine
(viaggio attraverso la costa pacifica dallo stato di Washington alla California, 1989)

 

 

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