fin dall’inizio

di fernirosso

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sono stata una folle o una sognatrice
senza catena inseguivo ciò che dei luoghi o delle cose
vedevo apparirmi
lo dicevano tutti che avrei dovuto essere domata
che dovevo essere frenata
ma non ho mai
mai fatto caso a quelle voci
sono andata avanti per la mia strada
che non aveva un segno disegnato
sopra la carta e tra i giorni si perdeva
di attimo in attimo mutava
più di una volta mi sono trovata sola
o meglio sola insieme con me stessa e senza una strada
una volta non molto tempo fa
credevo  così tanto ai sogni che quell’oscuro in cui nascevano
lo inseguivo dentro il mio sguardo
anche quando l’occhio aperto sembrava
traguardare ciò che avevo davanti
da sveglia continuavo a vedermi dentro quelle scene
dove la notte mi guidava con la sua unica traccia
dentro la luce di ogni mattina
e la realtà stava davanti a me col suo abito mutevole
col suo dito incantevole mi apriva varchi
dove altri vedevano oggetti consueti
per me non era semplice abitudine
mai opaca o circoscritta mai sbiadita
la vita non aveva mai un doppione e la fatica
di seguirla mi reggeva sulle gambe perché qualcosa in corpo pulsava
il fiato svuotava tutto quanto pesava
e in me c’era una riserva infinita
che oggi    se ripenso a quei giorni
sento risalirmi le caviglie
nei sensi attivati dai segni di quella che anche ora adesso
è vita

 

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