un fumo viola

di fernirosso

yejukoo

.

dalla bocca della stufa
vagabondava lungo i limiti della stanza
ai piedi del letto s’intrufolava dentro una valigia
tu dormivi e io ti guardavo
silenziosa l’estate della nostra vita
se ne andava
senza lasciarci altro che quel fumo
un prato di cenere viola
tra di noi come legni di vecchissimi pioppi
frustati dal vento e da troppe storie di insetti

eppure alla luce della mattina
l’universo sembrava ancora regnare
in quel minuscolo nostro impero
mentre le ore rotolavano
tra le tante cose da fare
da sognare inventare
e la luce come una lucertola
trascinava le sue zampe
tremolando sul muro il nostro futuro
un orizzonte lontano lontano
dentro chissà quale altra leggenda

ti guardavo e sentivo che stavo chiudendo
il nostro regno di fili tessuti dal ragno dei giorni
degli anni tutte le strade che avevamo camminato insieme
tessevano un coro basso che solo io sentivo
tu dormivi
il tuo viso rivolto altrove
forse t’infiammavi già per altre storie
ma stavo ancora bene allora mi sentivo come ubriaca
dentro un fantasma di me stessa che saliva
dal cortile della casa lenta verso l’argine dei suoi sogni
in un emisfero che oggi ho vuotato di quelle poche stelle
ho un altro posto dentro la mia casa
vergine la mia storia gira la sua storia
Mentre dormivi, si scommette che potrei
il resto è caduto come quella polvere
e viola è il prato fiorito di altre primavere

Annunci