meridiana

di fernirosso

cornwell manor

.

ora di pietra e luce dell’ombra che scrive
sul muro    voci che  si scheggiano in aria
non ci sono  segni di parole
solo sguardi incatturabili
che perdendosi  accerchiano questo silenzio
immobile di respiri che ci ospita tutti e spinge me
ad aprire  questo corpo come un quaderno
che è il suo specchio
una epifania dove sto raccolto
come un feto nel ventre materno
cardine della medesima porta da cui il guado
è ancora una volta il tuo corpo
l’orizzontale trasloco
senza conoscere mai fino in fondo nessun verbo
né cosa trascorre tra te e me
parola di un lingua sola
terra di vocaboli preziosa armatura  della rosa
ferma incantata e incauta nell’aia della casa
come il foglio che svola in aria
e che non ha che monosillabi senza senso
e vorrebbe dire sé in questo res(t)o di tempo
nel silenzio della pietra su cui scivola il vento
come sul pane che non sa cosa sia fame
e dal campo cresce  in una uguale semina
sotto un cielo che si perde
lungo la strada appena appena
smosso dai fantasmi della luce
che brilla il tuo occhio d’oro
tra le spighe e la paglia di una estate che
sin dall’inizio è già finita.

 

 

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