nel cuore dell’ erba

di fernirosso

cloe patra e gordon pembridge

.

 

come nel mio ventre
immergo profonde le mani
fino alle radici al mio fossile perduto
un seme d’ore come un germoglio di gramigna
sconosciuto corpo in cui ripone il cielo
ogni sua meraviglia
un erbario di onde dove il vento tracima
rive e rami del cosmo
nella linfa di ogni albero come uno soltanto
e il legno ha l’odore delle nascite
tutte quelle che costruirono questo corpo
come un  mondo assiso
tra il respiro delle faglie e la fragranza delle messi
duro roccioso cuore  di catene  altissime
montagne che hanno grotte intestine
propagate in echi gonfi di nuvole e scritture
di ghiacci   eterne volute di schiume e calcari
leggeri sentieri minerali sorrisi di cristalli
gemme  neonate  bocche come di-
amanti brillano l’attimo
in cui affacciati all’improvviso
scoprono il corpo   nudo  mondo
di questo involucro  di sgomento e sogno

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