hanno potato

di fernirosso

anne ferran e sean sullivan

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le mie gambe e le braccia
come i rami del gelso     hanno sradicato
la mia faccia    da questa notte
dove un veleno  nevicava   dentro la mia bocca
e respiravo    una fine senza grazia senza altro fiore
che questa scena di assenze  nuovo plasma del mio sangue un gas
senza giustizia sono caduto
per volere di chi mi ha corroso il corpo
e ora sono un pettirosso che canta nella madia celeste
sono l’essenza di tutto quanto è cielo e terra
molto molto di più io sono
così lontano dentro la vostra accidia oltre l’ipocrisia
da non sentire di voi nessun peso
canto    come la radice d’acqua   sono l’uovo del merlo
e il giallo tuorlo di ogni attimo
il mio destino supera   la miseria di ogni guerra
dialoga    tutte le voci in ogni orecchio che ascolta
questo sbriciolarsi della mia vita come un pane appena cotto
sono il biscotto    e l’incisione sull’argilla dove raccogli l’acqua
sono tutto l’universo
piovuto da quel fitto lievito stellato
che ti  sorregge e ti scende addosso
leggero come un abito
io sono nuovo
sono oltre ogni calcolo

5 aprile 2017- da questo inferno che ci rovescia tutta la terra in corpo

 

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