tutto abbiamo perduto

di fernirosso

stefan zsaitsits

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cosa abbiamo moltiplicato
se non la fame?
cosa abbiamo diviso
se non il nostro sogno?
cosa abbiamo sommato se non pietre?
cosa abbiamo sottratto a noi stessi
se non l’inesorabile guadagno
d’essere noi improvvisi e fragili?
dove è il posto in cui vivere
questo viaggio nei confini
di ciò che non sappiamo d’essere?

tutto abbiamo perduto

umanità e dio
divinità di questo infinito
vuoto ospitante
che dipinge in sé le nostre stanze
facendone carne di illusione
e innamora e disamora
ghigliottinando la specie
disseminandola e sradicandola
da una terra infestata di promesse   incompiute radici
fluttuando e fallimentando quest’uomo minuscolo
che cammina su piedi a forma di domande
e crede di governare con braccia di parole
scritte con l’inchiostro di medusa

tutto abbiamo perduto

povera  disillusa specie la nostra
che crede di cambiare d’abito e suolo in una parola
questo è mio e tuo ciò che resta
ma non si vede che è la morte  l’unica
comune zolla?
in questa deriva di incontinenti
assetati di un potere che li prostra
al servizio della frode e ingaggia lurida vigliaccheria
assediando sempre e solo se stesso
lucido avanza un solo linguaggio
il quotidiano perdersi nel mancato scambio
tra vita e vita in un continuo svolgersi dell’essere
senza diritti e liberi ciascuno solo un suolo
dove insieme ospitarci

 

 

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