questa strana cosa che chiamo casa

di fernirosso

amy casey e annie owens

.

Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori

Italo Calvino– Il Barone rampante

 

affamata esiste
tra vertebre di pietra e aria
per crescita e sovraesposizione per celebrazione
cresce nella città dai mille piedi e polimorfa creatura
sempre in lotta con se stessa al suo esoscheletro si abbarbica
facendo quadro e quadrato un quadrilatero che regge
tutta l’impalcatura protesa in protesi di sé
ancoraggi di fortuna circonferenze e cerchiature di ego-
centrismi di ansie feroci universiadi di tedio e palafitte di disgusto
mai esposto ma tratteggiato al fondo di ciechi discorsi di pantani
frane e fame funi fini filature  di ferocia
ossessive notizie senza sostanza edifici di parole inghiottitoi di rumori
in piantagioni di attesa attestata ai confini tra reti metalliche e corde mai armoniche
scariche elettriche e discariche  costruzioni di busti per robusti leader di carta
stracciati da piattaforme e piani libertini lungaggini di argini e  strade dentro una sola riva
cose e riflessi di immagini lampi improvvisazioni fabbriche ristoranti hot
dogs and cats fuochi dipinti sui vetri passaggi cunicoli fuchi su steli gangli bagagli disastri e disarticolati
arti articoli di una storia gettata in opera senza altra fondazione che questa
piccola informe zattera calcarea
che terra dal magma nasce
e per la fiamma nell’oscurità la disintegra.

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