ti aspettavo

di fernirosso

craww- litany

.

ti ho aspettato di là da tutto
oltre tutti gli attimi che mi bruciavano mani piedi testa corpo
poi capii che tu ormai
stavi tra gli scomparsi
e non c’era memoria a cui potessi appellarmi
non c’eri più
punto e basta

come fossi morto o disperso
non potei chiederlo a questo o a quello  insomma a qualcuno
non potevo pronunciare il tuo nome
tu non ne avevi nessuno

erano passati
come un lampo  quindici anni
o forse erano addirittura venti
anche il tempo ad un certo punto scompare
si disattiva dentro chi gli tiene dietro
come un inseguitore la preda
che si affida più alla materia
che ai cavilli con cui descriverla

non avevo parole per chiamarti
non avevo lingua se non quella mutazione
di me stessa in pietra o acqua
che scorrendo leviga ogni cosa
mi sono ritrovata nuda
l’osso della bocca esposto
senza sentimento senza  saliva il corpo
deglutiva aria forse l’unica forma di vita
che ti fosse vicina
l’unico miracolo che ti tenesse accanto vicino dentro
senza lietezza senza seduzione senza potere fare altro
che berti in un sorso di fiato
e inevitabilmente sentire che in me
in quel marasma dei circuiti  sangue e midollo
respiro e male desiderio e passione
perdevo persino la compassione di me stessa
bruciavo memoria mi accorciavo
non avevo più guaina    né muscolo mi sosteneva
il mio aspetto era l’attesa in cui mi perdevo
in un presente senza misura
fino al nodo    fisso in gola
la fossa comune di quel corpo collettivo
che ora mi frantumava

 

 

sabato prima di pasqua
mi hanno detto di svegliarmi
mi hanno chiamato
non volevo tornare
né morta né viva
ero sotto  sequestro di un peso
un silenzio grave che mi chiudeva gli occhi
la bocca era una rete dove il corpo di un glicine
torcendosi al vento il corpo mi rubava

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