questo disordine

di fernirosso

esma sürücü

.

nell’aria queste polveri che imbrattano i corpi
delle case e i nostri
persi  nel tempo di catalogazioni
mentre invisibili  svolgiamo noi stessi
in un passato di ricordi

mentre faccio le orecchie al libro che leggo
ascolto qualcosa farsi largo non frasi ma
una frequenza attesa stesa nel silenzio di questa mattina
di sole tutte le finestre chiuse io che m’incanto a guardare fuori
questo bazar di rose sul terrazzo tra erbe aromatiche e fiori rubati
al bosco   lungo un torrente di nuvole chiare come gli occhi di mio figlio
una  pelle nuova sulle mie scapole che accelera un moto lontano
uno scroscio dentro la eco che cade copiosa
irraggiata dalla memoria una cascata gioiosa
che mi veste di fragranza m’investe di una freschezza fragorosa
ora mentre nel gesto di chiudere il testo
ne apro un’altro oscuro a chi mi guarda e non vede
il mondo in cui per un tratto senza tempo mi smemoro

 

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