infinito

di fernirosso

angelo musco

.

infinito
emigrare
diventare straniero di se stesso
continuamente negoziare la propria identità
che si dissocia in segni di scrittura
ritratto di una bestia immaginata e schiva
tu selvatica
l’enigma il paradosso
che non comprende quanto
sia il suo poco
tempo in questo assolo
momento mai sciolto dal testo
prosciolto dal lascito
in questa quotidiana sconosciuta
foresta di gente senza terra sotto i piedi
senza aria nei pensieri
terra a forma di zolla isola
la lingua dove poggiare una parola
non una suola o un’orma o una casa
anfibia nuoto in me stessa sconosciuta
nuova terra senza promessa
d’essere mia d’essere àncora
corsiva corre e ricorre la marea
madre di un dialogo antico
elemento dell’ estraneo
che ha portato scritto in corpo
e ora riscrive al buio
in una riga senza inchiostro
sotto
sotto
in un dosso di macerie rovescio
in finito
un cunicolo del cosmo

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