queste nuvole a maggio

di fernirosso

cronu

si ripetono in catene di tumulto
eppure non un tuono
non un lampo
come se tutto fosse solo fumo
un grigio scorrere tra un rigo e l’altro dove le semina qualcuno
e non hanno memoria di lepre o cavallo
non sanno il volto di questo o di quello
nessun mito che traspaia in quel livello
una medusa e perseo
ercole o gli argonauti
nessuna testimonia  alcunché
solo corse in corsie di densità
si aggrumano lente e all’istante piovono
da tutte le parti
ciò che resta in terra è una sottile polvere
una oleosa presenza  che sembra dire il corpo
solido della nuvola che come un prisma
si gira e mostra l’altra faccia
il vuoto di un cielo estivo che già è rovente
in questi fasti fioriti  ma tutto brucerebbe
lasciando secco e povero
il luogo dove non si potrebbe vivere
anche le nuvole di adesso
in questa mattina di inizio maggio
sono una chimica da laboratorio
non solo un fronte nuvoloso

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