cerco tra i resti

di fernirosso

dani soon

.

impossibile da immaginare    impossibile
da non immaginare l’ombra che mi proietta
cade e riempiendo della sua oscurità il mio occhio
qualcosa minuziosamente espelle

in ciò che di più oscuro
e di solito non pratico
svuota tutti i miei nomi
io che si tinge di tutti gli altri
e finge di capire quanto per natura
è oltre la misura delle sue scarpe
e ancora crea disegni per misurare il tempo
curva gli orologi e scatta tra lancette
spuntate le sue ore modeste moleste
si alliscia si allinea
percorre immobile la mobilia di un arredo atomico
credendo d’essere in casa
tra modeste argenterie di pensieri
e acquerugiole di emozioni
un album di famiglia
fatto a forma di giorni
mentre parole su altri canestri di parole
s’ingegnano a costruire la pesca miracolosa
di alici d’oro in un latte stantio che gocciola
dal seno della madre avvelenata
lasciata sola in una stanza vuota
scordata disarticolata

 

 

 

 

Annunci