su un frammento di carta

di fernirosso

camilla engam

.

come faccio spesso
avevo appuntato un lungo indirizzo di luoghi
lettere da cui non riuscivo a staccarmi quasi fosse
un disegno specifico un ritratto per esteso
qualcosa di me stesso
che non avevo cuore di lasciare
altrove
come una luce disegnata sul bagnato di una lastra
una girandola fatta col piede in terra
un graffio  sulla vetrina di una foglia
un segno d’indice sul vapore di una finestra schiusa
che balbetta qualcosa ma non sai cosa
se non quell’oscurità notturna che rapisce il coro delle cose
e lascia leggera più di una piuma
una conversazione che gira e si accampa al bordo del lobo
e nel tuo orecchio suona
chi abita qui?
chi vive in questa casa?

 

 

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