sotto una luna scongelata

di fernirosso

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corre il tuo fantasma
e in una notte lattigginosa come questa
non è certo una cosa strana sentire
addirittura qualcosa che assomiglia alla tua voce
un tono che conoscevo così bene
e che ora ha la smorfia di anni luce di distacco

non ricordo più i tuoi occhi
non ricordo la tua bocca e il corpo
è solo un vuoto segno sul cuscino sotto il mio palmo
ricordo il primo abito che ti ho regalato
e la coppia di gemelli l’orologio da tasca
una camicia azzurra
tu mi hai portato una radio per ascoltare la musica
entrambi sappiamo adesso che la memoria non ci può ingannare
abbiamo seminato ruggine abbiamo chiuso tutte le porte

eppure negli anni ancora e più volte
sei entrato con forza in casa nostra
facendo irruzione su una scena non più tua
dove non eri più una leggenda
eri diventato lontano un vagabondo dimenticato
le mie braccia avevano scordato
l’ampiezza del tuo corpo
e niente di te mi era rimasto accanto
ero da tempo un naufrago
e non avevo santi o processioni di angeli
a salvaguardarmi  l’orizzonte o il futuro

ora che ripenso a quel tempo
io ti vedo lontanissimo un punto minuscolo
e in piedi ancora non arrivi all’altezza del mio sguardo
si è certamente ingiallito il mio giardino
le foglie cadono una sull’altra ma succede ad ogni autunno
riesco ancora a seminare margherite e primule gialle
a primavera riesco ancora a sorridere al mondo che sta fuori dalla finestra
e dentro di me come un discorso disegnato  con le nuvole di fiato
nuvolette bianche che si mescolano a quelle del cielo
dove oggi abito scrivendo nell’aria
parlando strettamente con me stessa come ad un’altra
mentre la mia compagna più forte e segreta
è quella signora  che entrambi abbiamo incontrato
lungo il nostro viaggio più di una volta
e ancora ospitiamo fino all’ultimo minuto del nostro percorso

non ho e non hai certo nostalgie
quegli anni passati sono parole cadute per terra
sono diventate torba e l’unica cosa ad entrambi certa
è questa vaghezza con cui la vita s’improvvisa
e l’ora in cui tutto si chiude è ancora una volta
una ruggine che farà cigolare la porta che si chiude
come un prezzo pagato a suo tempo che ha già avuto il suo sconto

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