non avevano più né casa né identità

di fernirosso

camilla engam

.

avevamo vissuto quattordici anni
lontani da casa
lontano da noi
al nostro ritorno
la casa tremava
le  voci piovevano
dai soffitti cadevano spazio
alle stanze chiuse da così da tanto tempo
i nostri passi un documento
promulgavano il nostro ritorno
dall’esilio  portando ciascuno i luoghi
di un racconto continuo profondo intimo
dove la strada era una roccia
la finestra uno spartito d’ore
il sole la collina dove il giorno apre il cuore
la notte  un colore così acuto
che tutto l’universo si era fiondato dentro
e si era fatto casa e centro
dove anche la nostra morte abitava

faceva caldo quel giorno
quando ritornammo
qualcuno aveva portato un vaso di fiori
aveva tagliato l’erba del prato
messo lenzuola pulite
spalancato tutte le porte
anche i muri sembravano aprirsi e concederci
le immagini di quando eravamo vissuti insieme
un giorno che si allacciava allora come ora
al nostro infinito  adesso

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