mi manca la parola

di fernirosso

ikenaga yasunari

sul parapetto della scala il gatto
l’ha stretta in bocca
e io lo vedo quel discorso
tra il prato e  il suo occhio
vedo l’agguato in atto
mentre s’incurva per farsi arco
e scattare improvviso il suo salto
vedo la storia e l’affondo
la vita che si preme e si accosta
vedo
ciò di cui la mia creta fa difetto
e la fatica di contenere così tante  storie
mentre il cielo mi pende sulle spalle
immense figure che sono ancora
questo corpo frantumato in forme
vita di spore che in tutto fiorisce
tempo spazio e tra i vuoti
semina occhi
e lingue e
parole
così volatili
da sembrare imprendibili
eppure sensibili
come una pioggia o
il vento che ti prende  e poi
svanisce

 

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