bruciava

di fernirosso

 

.

dentro la notte
bruciava
tutto il tempo e il nostro silenzio
non si dava pace l’attesa
un groviglio di strade l’albume della luna
rovesciato sulle case
mentre più rade le nostre ombre
vagavano tra distanze sconosciute
incuneate dietro le porte
socchiuse in stanze abbandonate
tra corpi di legno e altri di marmo
tra infiniti gocciolii di linfe e sangue
dove abitavamo nelle resine
e nelle arenarie degli istanti
noi abiti adibiti a segnacoli
abitanti di luoghi impossibili
irreali     passati       sostanze di ogni futuro
tempo trattenuto
in un guscio di calcare nostro corpo luogo
di passi senza più peso e
cavalcatura di un cielo sfuggito
un cielo leggero

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