per lo scarto di un secondo

di fernirosso

.

 

ci svegliammo all’improvviso
qualcosa ci aveva sfiorato il corpo
da dentro
e una perdita come fosse stata la vita intera
ci aveva lasciati un’oscurità profonda
pur vicini i nostri corpi erano
l’uno un luogo l’altro il suo nascosto opposto
nonavevamo più parole
per dire il nostro risveglio
in gola solo un profondo afono silenzio
un vento leggero
un alito entrò nelle nostre narici ormai aride
incapaci di respirarlo
sprofondò la luce
come un getto
d’acqua o un fiotto di sangue
caldo lunghissimo
in cui ci perdemmo.

 

da Il gioco dell’ombra e dello scarto

 

 

 

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