senza

di fernirosso

alexandra eldridge

.

senza documento
senza passaporto
passo ripasso
respiro  un luogo
senza nome
guardo  mi guardo intorno
oggetti che sento estranei tocco
il mio corpo
dicono
che io sia un prato
e ho un parto ogni giorno
senza frontiera la mia fronte
si spalanca disegnando i bordi
in un corpo senza limiti
d’aria li segna per inseguirli
ancora là
dove con forza e con ferocia
il giorno si accampa tra i miei sforzi
vincitori e vinti
primi e ultimi
una graduatoria impassibile
ancora marciano soldati
mentre marciscono gli attimi
armati mai amati giorni
del disobbedire sotterrando
il rosso del sangue
sciogliendo bende piagate
di disperazione e violenze
fino a quando l’orizzonte
si premerà contro le nostre carcasse?
ineluttabile e ineludibile
questo quanto di orrore
in ogni migratore della terra?
l’erba non è cresciuta abbastanza
in questa nostra sordida dimenticanza?

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