per una questione di tempo

di fernirosso

gole di alcantara

 

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arrivai dal lago
ad attendermi all’attracco una donna robusta
non la conoscevo
non l’avevo mai vista
era dura addirittura oscura
la sua parola non suonava nell’aria
anzi flagellava l’orecchio di chi l’ascoltava

scesi dal motoscafo con lentezza
mi girava la testa e avevo voglia di tornarmene indietro
a casa in salvo da qualsiasi tempesta
c’incamminammo a passo svelto verso l’abitazione
dove in attesa c’eri tu
non ti vedevo da anni ma forse sarebbe meglio dire secoli
tanta era la distanza che si era messa tra di noi

entrammo in casa mi volevano offrire del tè o del caffè
rifiutai e mi disposi ad aspettarti
curiosando con lo sguardo tra le tante cornici e fotografie
in bella mostra sopra un pianoforte
c’erano molti volti noti
se avessi guardato bene forse avrei scovato e riconosciuto
anche il mio
ma arrivasti alle mie spalle
inattesa la tua voce pronunciò qualche parola che non capii
ero ancora in viaggio nel tempo di quei fotogrammi chiusi altrove
in cornici di memorie che si erano per un attimo dissepolte

nella scatola dell’inquadratura di un altro tempo
affiorò il tuo viso
vecchio spento anche se negli occhi qualcosa vedendomi
trapelò mostrando una velatura di pianto
ma non ci feci caso che per un attimo
poi iniziasti a parlare e parlare
e io non ti seguii non ti inseguii nello sviluppo del discorso
volevo semplicemente uscire dalla porta
andarmene da lì e non pensare più al viaggio
a tutto quanto ormai era diventato passato

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