se torno

di fernirosso

.

e ogni volta ritorno
lo so già che sbaglio
sbaglio a rincorrerti e a rifare i conti
camminando all’indietro
dietro tutto  quanto è silenzio
dentro tutto quanto non ha corpo se non il mio
che ormai è un altro
e se venendo all’icontro mento
nel racconto in cui mi riscrivo
e ti rivedo dentro una notte diversa
la stessa cicatrice aperta
ancora la caviglia che duole
cosa succede se allungo la mano
per toccarti per trattenerti
addirittura baciarti
come un’ombra di me stessa
stanotte dimmelo
dimmi cosa succede
perché ho bisogno come lo avevo allora
di sapere  perché fosse così scura
la frattura che ti ha portato via
che mi ha trascinato in altri luoghi di me stessa
io non so ancora se eravamo agli opposti
se eravamo sbagliati
ma ancora una volta le parole non servirebbero
tu davanti a me non c’eri
io davanti a te non ero tua
dieci o diecimila treni
diecimila chilometri
ogni giorno la distanza tra di noi non aveva misura
e ci siamo persi oppure siamo scappati
non io da te o tu da me
ma ciascuno da se stesso
che finalmente si era mostrato
altrove senza una ragione precisa
senza volontà di offesa
entrambi avevamo un altro nome
e nessuno di noi due   sapeva pronunciarlo

 

 

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