subito o quasi subito

di fernirosso

louis treserras


.

mi addormentai sulla sdraio
ero esausta del viaggio
tutta una filata dentro la notte dentro la strada
che si divincolava dalla mia attesa di arrivare
e sembrava ad ogni curva allungarsi senza fine
sempre più si allungava come se cedesse la sua misura
come se non ci fosse mai
alla fine una meta

non mi accorsi nemmeno di essere caduta nel sonno
pesante profondo mi aveva portato in un luogo distante
diverso da quel mare selvatico e rumoroso
quasi accidioso mentre mi ero sognata una spiaggia bianca
pacifica una riva sonnolenta morbida
avevo bisogno di lentezza statica una quadratura della mia conica
sezionata faceva di me solo una perdita continua una infinita tangente
che si assottigliava e s’incurvava dentro se stessa
mi svegliai affannata in un pianto a dirotto
avevo rotto un vetro con la mano
e sanguinavo dappertutto

in terra gli insetti sembravano godere di quello stillicidio rosso
mi alzai dalla sdraio  corsi verso il bagno
mi lavai la faccia e le mani
mi medicai alla meglio e mi guardai intorno
non riuscivo a riconoscere il posto dove avevo preso sonno
o forse stavo ancora dormendo e quello era ancora un sogno
l’unica cosa di cui mi rendevo conto
era che avevo perso tutto
eppure nessuno aveva perso me
perché in nessun luogo ero
appartenuta a nessuno

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