se mi chiamerai

di fernirosso

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se mi chiamerai
avrai la voce morbida
del mare o il sale
che s’increspa come una brezza sottile
sarai nel pane che s’impasta
un sogno di pioggia un’acqua leggera
e io cadrò
farina dalle tue mani

se mi chiamerai
avrai la bocca profumata
dei fiori di mille giardini
e la rosa canina dei colli dove vivi
sono tutti gli antenati degli astri
si farà sabbia nel deserto
tra la bellezza dei suoi siti
ascoltando il suono essenziale delle tue parole
lievi nell’aria

se ti chiamerò avrò tempo di risveglio nel volto
e il battito di un tempo nascosto
nella lingua muta che scorre
tra le mani e il foglio
non pronuncerò nell’azzurro la mia voce
ma scriverò per te e di te

un solo segno
come richiamo d’amore

né fiore né ramo
di profumo sarà l’inizio e passo la mia sosta nella tua eco
nella mia scrittura carne liberata
da una voce segreta
da mille altre tane liberata prima

dell’ultimo sterminio nel fuoco
dei campi di miriadi di semi
passione che ci ha bruciati entrambi
insieme lontani
ombre
ormai senza più desiderio d’incontrarci

lontano l’oggi
e senza più domani il tempo
che non è mai stato
il nostro stato.

 

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