tutta la notte

di fernirosso

 

 

tutta la notte
per tutte le notti che ancora ricordo
mi spiegasti cosa fosse
cosa significasse muoversi
come un ragno su una ragnatela
vittima e cacciatore fino a formare un solo corpo
a cui appartenere
ogni passo un segno perfetto
un tratto di salita su una saliva scivolosa
e niente rinnego niente dimentico
come una pianta recisa ho nella radice
nascosto il corpo intero della mia ombra
non si accoppia con me lungo la strada
non sono io il suo trasformabile ornamento
lei s’incunea e mi spiega il punto esatto in cui mi cancello
nell’impronta che lascio
sono l’arco del filo appeso tra due steli d’erba
una è la mia morte e l’altra una nascita diversa

.

se mi percuote il vento
se la mia forma sparge
come quella di un qualsiasi albero
sperperandola nell’aria
forse potrei sperare
che denudando me di qualcosa altrove potrebbe
una forma somigliante
farsi impronta di raccolta
un senso tra i miei spodestati
dal vento come in un sonno ipnotico
potrebbe rinascere calandosi in una roccia o
in una gola

.

nel buio delle cose remote
nel manifesto spazio di un attimo
dall’aria invasa
la mia forma si frantuma
e niente resta incollato a questa vita
le mani gli occhi il suono dentro l’orecchio
tutto si asciuga
in un silenzio profondo

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