con un pennello

di fernirosso

nancy liang

.

rubo alla porpora il segno
un disegno per (s)legare gli occhi
la bocca e la gola in un solo corpo
come avvenne il primo giorno
quando l’artefice disegnò su ciascuno
gli organi e del cuore calcolò il movimento
agile e calda una fiamma dalla terra
dipingo guancia per guancia
il tuo respiro uguale senza poterlo
scordare
per un ritaglio di tempo
impreciso ti dipingo in viso
un orizzonte improprio  l’infinito tracciato di tutte le nostre impronte
l’intimo scorrere del sangue l’amore il desiderio e l’infelicità
di resistere a quel silenzio immane
profondo e lacerante da cui mai resto immune
sentendo l’imparziale fragilità
e l’ostinazione dell’anima per un corpo distante

tutto starà tra la tua fronte e lo sguardo
intorno alla bocca e ugualmente nell’orecchio
quel suono come di fruscio un adagio lento
l’assente ritocco di un futuro cancellatosi
per quelle righe di lacrime
che ha piantato il dio guardandosi commosso

 

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