un rifugio

di fernirosso

norma bessouet

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poesia
dalla corsa incoerente
dalla rincorsa inefficiente
dalla crudeltà di una vita amata
palesemente tiranneggiata
poesia
il luogo senza confini

*

sveglia come me insonne
la luna poggiata sulla schiena
al buio senza stelle di questa città
non ancora silente
qualcuno parla oltre la persiana ancora sollevata
qualcuno sfreccia su una motocicletta
un cane abbaia a chissà chi
io parlo tra me e me
silenziosa la luna mi risponde
nascondendosi un attimo
dietro una nuvola che passa
e
fino al mattino la guardo
aspetto che come in me
anche lei scompaia
in una macchia luminosa

*

l’albicocco che nessuno guarda
durante tutto l’anno e quasi sembra
dare fastidio a tutti con i suoi rami bassi
ora ha un buon numero di frutti
e tutti si ricordano di lui
tutti passano da questo lato della piazzetta
per rubarne in fretta in fretta
qualche dolcissima albicocca
hanno le guance arancione
incorniciate da un cielo più alto
color celeste.
.

norma bessouet

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un fresco quasi di inizio estate
o fine primavera
è ritornato sui suoi passi la stagione
quasi volesse decantare la canicola
con qualche temporale mancato a suo tempo
di pioggia torrenziale
a volte anche di grandine
e sembra che le stagioni
abbiano qualcosa di simile alla lotteria
o a un gioco coi numeri d’azzardo
visto che vanno e vengono
in anticipo e in ritardo.

*

Non tornano mai indietro i fiumi
scompaiono piuttosto
là dove scorrevano impetuosi
a precipizio grossi gonfi d’acque
verso il mare
come schiere di combattenti
onde  di soldati contro la corrente
in guerra mai come noi
che partiamo
verso terre lontane e da quelle battaglie
non ritorniamo.

*

anche noi come gli alberi
diamo il frutto  oggi
a domani
eppure per tutti
nessuno escluso
restiamo radicati in un seme
che alla vita frutta più di ogni altro
germoglia oggi come miliardi di anni fa
nella fertilità della morte
la vita
.

norma bessouet


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la mia vicina di casa è buddista
e sul poggiolo ha steso preghiere
al vento come desideri
sui fili del bucato i colori
svolazzano su un cielo sgombro
la loro felice poesia
e mi dico fortunata che questa
sia anche casa mia

*

Ah! l’amore
l’amore di cui mi ubriacavo
anche quando lo aspettavo
una pozione di vino dolce
brillante che produce ebrezza
a volte ti stordisce
altre ti ammazza
ah! l’amore
l’amore che non reggo più
per più di un’ora o un’ora e mezza
in questo gran parlare
di amore sperticato
smembrato
mi dà alla testa questa alcolemia amorosa
e da morosa
preferisco l’astinenza

*

sola una direzione
il percorso solo un punto cardinale
cui mirare e
non serve pensare di cambiare
o nuovamente indirizzare
la rotta non si aggiusta
quella è la traccia
l’unica via la soglia da passare
oltre il rifugio
in cui alloggiare

 

 

 

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