tu e io

di fernirosso

christian schloe 

.

insieme da cent’anni o
millenni  in un solo giorno un attimo tutto il tempo
mentre mi insegno
a non dire a non proferire un segno
o un vocabolo
mentre mi ricadono addosso incessanti
della notte tutti gli inchiostri
della nostra forma gli abiti
l’oscuro dei pensieri
neri neri sotto lenzuola di anni o secoli
o mesi entrando in stanze arredate di stagioni
pallide albe invernali torrenziali primavere
mi insegno tutte le estati in cui ci siamo infiammati
ciascuno tremando del sole dell’altro
e tutto il pianto
l’ho disposto come seme di cristalli
nel cavo di grafite nel chiuso della mia faccia
tu eri un albero e alto lanciavi i tuoi gesti erano rami
intere foreste i tuoi sogni un assolo di sterlizie
natali sotto la pelle niente gelate mai una nevicata
eri  l’acrobata e la corda gettata
tra cime a perpendicolo e valli d’ascolto
tu soltanto tu fermo
una lingua di silenzio
e un’armatura di ragioni
tu l’assioma di tutto il presente
la sassaiola caduta da occidente
a ingombrare il mio occhio
caduco e glauco
senza lingua senza pupilla
un profondo richiamo da un pozzo senza fondo
dove non conto dove ho perso la misura del resto
io solo un avverbio che non si accompagna  al tempo al dove e
allo stesso modo
mi addormento sotto una coperta di vento
la porta aperta
dove l’acqua della memoria sfiora
la piscina di un tacito accordo
quel niente largo in cui mi trovo adesso
oltre
tutto il tempo

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