di malavoglia all’inizio

di fernirosso

mariana palova

 

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ma come un gesto dovuto
seppellii la memoria
la deposi in me come in una fossa
misi l’origine aperta della voce
la sostanza chiara di tutte le parole
la nostra umanità come un’antologia di rose
e di tutte le loro spine
misi l’amore svestendolo  di desiderio il corpo
intatto di eros iniziò a muoversi
come una radice  sotterranea
che metteva foglie sotto la terra humus
in un esilio di sole
sotto la nebbia  lasciai le cose e gli utensili
di ogni nostra vita
la nostalgia e l’immaginazione
diedero forma ad una grotta tacita e perlacea
una speciale manifattura cristallina
e
vi scorreva l’acqua
come un dolore recuperato lontano
ma vivo
un boschetto di sguardi dove si alzarono in volo
una miriade di uccelli

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