Un vaporetto a fiati. Poesie per bambini a colori  

di fernirosso

silvano braido

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nessun commento
queste non sono parole
ma vocazioni alla melodia
me la dai un po’ di attenzione?
sono una gatta delicata
spesso anche una brutta gatta da pelare
quando scrivo con gli artigli e stringo tra i denti le impressioni
raccolte dall’intrico di strade che percorro
nei salti dalle ringhiere
in tutte le carezze che mi danno
un danno un vero danno perché mi arruffo il pelo e
poi estrosa come sono scrivo
sono inquieta sempre in cerca di qualcosa
che sia bellezza e arguzia
naturale una tradizione di parola che tralasci la sintassi e
prenda un diretto o un taxi per arrivarti dentro
nel profondo di te stesso  là dove lasci sparsi
gli appunti dei tuoi giorni degli sguardi lasciati andare alla rinfusa
di tutte le fiabe che scrivi nottetempo nei tuoi sogni
e perdi al mattino in uno sbadiglio
un vaporetto dove naufraga va alla deriva la meraviglia
e tu riprendi da capo un cammino senza i toni e i timbri
di quella loquacità espressiva che è dentro di te
sempre
un’avventura.

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silvano braido

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e poi sempre dovunque
l’erba      il silenzio      il muovere dell’ombra
erano e sono ancora
la mia casa
la nostra casa comune
dove il gioco è un rimpiattino
in cui io si fa noi e insieme uno
tu siamo tutti perdendo il nome
perché il libro è complesso
uno strumento di uno specchio
dove persino gli adulti sono piccoli
piccolissimi frammenti del corpo di un gigante
e tutto è un gesto che ci tiene uniti
gli uni con gli altri i fiori le erbe le bestie le nuvole
il fuoco l’acqua le tempeste le onde le terre annegate nei fondali marini
tutti i pesciolini le rocce le pecore le capre
le tante storie aperte in un accorre di parole e di verbi
che tutto congiungono tutto coniugano
così come si vede in questo immenso alambicco
che distilla il nostro tempo e di tutto e tutti fa un filo continuo
per trasformare in meraviglia ogni profondità e ogni altezza.

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silvano braido

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cento mille migliaia milioni di tempere
e tutti i temperati temperini
per tutte le temperature della nostra terra
quel piccolo infinito nel re-
cinto del corpo che cresce e cresce
per incurvarsi quando è vecchio
e lunghi lunghissimi navigli percorre
con la voce con i sensi con tutte le parole
a fresco un gioco e un giocattolo
poi affresco su un imprimaticcio a lungo steso
e tessuto per un manoscritto scritto con entrambe le mani
e gli occhi tutti tutti gli occhi anche quando li si tiene chiusi
per disegnare scorci di città sempre straniere con segrete
vie che portano nel posto più lontano che è in te
e vedute di laghi e marine
paesi di montagna cascine casine
alberi come pennacchi e tondi rotondi giganti che snocciolano frutti
immagini viste nella tela e nel  t e l a i o
nature vivissime e gustose nature vivemorte
interni di abitazioni dove metafore e allegorie di noi stessi
riproducono bestiari di poesia per bambini
le sole rime e le strofe come stoffe per vestirci

 .

silvano braido

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 .

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a volte mi dipingo
ci provo con le parole ma
sono sicura che il risultato non raggiunge
quanto mi propongo
in casa mia non c’erano scrittori
né tanto meno poeti

mio padre era un ceramista e uno scultore
così anche i suoi fratelli e tutti riuscirono a seguire
le loro strade  avventurandosi ciascuno dentro l’argilla
o la pietra di se stessi
anch’io ho dipinto qualcosa
non tanto non sempre ma qui e là ho lasciato traccia
di quanto ho visto nelle plastiche forme della mia notte
nelle pozzanghere in cui riflettevo i miei cieli più segreti
quadri e inquadrature di un’anima sempre naufraga
o impaziente di saltare qui e là di salpare per non tornare
per non lasciarmi un segno da ricondurre a me stessa

il segno dell’inizio del percorso come un soffio
e il respiro che lascio adesso in un colore così tenue
in un’ombra di meraviglia in cui le cose ritornano
e poi un giorno ci portano via lasciando di noi una storia
visibile dell’invisibile

 .

silvano braido

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m’immagino
figura sono un luogo della memoria
quindi un passato
se pur sono presente
un adesso o un ade dove la realtà trasmigra
da qui a lì o viceversa
si versa in una sintesi espressiva
mi preme tutto il corpo e mi sento tutto organo
un’avventura la parola ombra mi costruisce
occhi orecchi mani e piedi
addirittura batte un ritmo tra le costole e le vertebre
rive dei nervi e quasi vedo spuntare nel fogliame di quei fogli
una coscienza che mi mostra come mai mi ero visto prima
un albero con radici d’aria e sole e rami
che scivolano in terra tutti i miei tanti innumerevoli nomi.

da   Un vaporetto a fiati. Poesie per bambini a colori

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