cortecce

di fernirosso

paolo domeniconi

.

ci avvolgono gli occhi
i pensieri sviluppano
regni di finzione
baratri in cui precipitiamo
sordi ai segnali
ciechi alla voce che ci sfiora il volto
e il corpo nutre di essenze celesti
celate le aurore delle nascite
i paesaggi boreali della morte
abitabili in un transito che è flusso
origine e verso nel virus della vita
traguardata per milioni di anni
in una luce astrale
scintille noi
tutti noi che da un corpo di terra
nasciamo germinando l’intorno
filando il cielo in un tessuto
che si fa labbro e latte
senza tempo senza tempo
una ramificazione che  mai elide il rapporto
ed è cosmo   senza tempo
senza tempo

 

 

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